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I moduli formativi

Corso di Alta Formazione in Shiatsu BioPsicosomatico™.
Programma di studi anno accademico 2018-2021


materie corso Shiatsu BioPsicosomatico™

La didattica della Scuola di Shiatsu BioPsicosomatico™ è impostata in modo che le conoscenze teoriche vengano continuamente verificate nella pratica, per fare in modo che alla fine del percorso si sia fatta già esperienza diretta.
Alla fine di ogni Anno Accademico è richiesta una verifica delle competenze e alla fine del percorso una tesi finale con l’eventuale sostegno di un tutor.

Area formativa ad indirizzo generale

+ Anatomia e fisiologia

Anatomia e fisiologia

Docente: Dott.sa Federica Biolcati

 

Anatomia e fisiologia Per poter iniziare un percorso di conoscenza dell’uomo, in quanto essere vivente, è necessario conoscere cosa l’uomo è, e come funzionano i suoi sistemi interni. Ciò lo facciamo attraverso lo studio dell’anatomia e della fisiologia umana.

L'anatomia umana, infatti, è principalmente lo studio scientifico della morfologia del corpo umano adulto. In alcune delle proprie caratteristiche l'anatomia umana è strettamente collegata all'embriologia, all'anatomia comparata e alla filogenetica, attraverso radici comuni nell'evoluzione; per esempio, molto del corpo umano mantiene la forma segmentale presente in tutti i vertebrati con unità di base che sono ripetute, ciò è particolarmente ovvio nella colonna vertebrale e nella cassa toracica, e può essere tracciata dagli embrioni al primo stadio.

Il corpo umano consiste di un sistema biologico, composto da organi ed apparati, costituiti da un tessuto biologico, il quale è a sua volta composto da cellule biologiche e tessuto connettivo. Per questo motivo lo studio dell’anatomia inizia con capire e comprendere bene quel piccolo universo che è la cellula, in cui sono presenti organi ed organelli per respirare, per metabolizzare, per riprodursi. Infatti si procede in parallelo all’anatomia con la fisiologia di sistemi e di apparati di cui via via si analizza la morfologia, in modo da attualizzare il movimento e le funzioni di tutti i nostri organi.

+ Medicina cinese

Medicina cinese

Docente: Dott.sa Federica Biolcati

 

Medicina cinese La Medicina cinese è il sistema di conoscenze mediche teoriche e pratiche formatosi in Cina in tempi antichissimi e trasmesso fino al giorno d'oggi. L’origine della medicina cinese nasce dall'osservazione e dall'interpretazione degli eventi naturali. Come la natura passa dal giorno alla notte, dall'estate all'inverno, anche l'uomo passa da fasi d'attività a fasi di riposo.

La teoria dello Yin e dello Yang è il simbolo di quest'eterno ondeggiare della natura. Essa rappresenta storicamente il tentativo di spiegare i fenomeni naturali con leggi naturali. L'universo, macrocosmo, e l'uomo, microcosmo, che ne fa parte è percorso da un'energia vitale (Qi) che dà origine a tutte le trasformazioni. Essa deriva dai progenitori, ma si nutre dell'energia del cielo (aria) e della terra (cibo).

È allo stesso tempo un'energia fisica e psichica. Fluisce nel corpo dentro una rete di canali, denominati meridiani, connessi agli organi interni. L'uomo è inevitabilmente esposto agli influssi più vari provenienti dalla sua costituzione, dal cielo (climatici), dalla terra (alimentazione), dallo stile di vita e dalle sue emozioni. Questi influssi, se esagerati, possono colpire l'equilibrio corporeo e creare un ambiente in cui fatalmente insorgono le malattie. Ascoltando, osservando e palpando il malato, il medico cinese “vede dentro" il malato attraverso i propri sensi e non solo attraverso l’analisi. Dalla sintesi ragionata di tutti i dati sensoriali emerge lo squilibrio energetico del malato. La Medicina cinese ha sviluppato differenti modalità d'intervento: l'Agopuntura, la farmacologia, la dietetica, il massaggio e la ginnastica medica.

In questa scuola una volta acquisite le adeguate basi teoriche, ci spingiamo ad interpretare, attraverso il colloquio con la persona che abbiamo davanti, i segni di un eventuale squilibrio energetico. Riconoscere è il primo passo in un cammino non più analitico e ragionato, ma analogico ed immaginativo, verso rapporti umani di comunicazione più significanti. La medicina cinese fa da base teorica anche agli altri insegnamenti della scuola e per questo è una delle prime materie, insieme ad anatomia e fisiologia, che lo studente incontra nel percorso formativo. La utilizzo come punto di partenza affinchè gli schemi analogici in essa contenuti possano fare da guida ad un nuovo metodo di pensiero.

+ Primo Soccorso

Pronto Soccorso

Docente: Dott.sa Federica Biolcati

 

Pimo SoccorsoIl primo soccorso è l'insieme delle azioni che permettono di aiutare una o più persone in difficoltà, nell'attesa dell'arrivo dei soccorsi qualificati. In questa scuola si imparano i gesti giusti da fare in comuni situazioni di emergenza.

+ Stretching meridiani energetici

Stretching meridiani energetici

Docente: Ivana Piccoli

 

Stretching meridiani energetici

Sistema di esercizi messi a punto dal M° Masunaga per lo stimolo ed equilibrio del nostro sistema energetico secondo la visione della medicina cinese. Il M° Masunaga ha avuto la saggezza di mettere a punto questo sistema con cui possiamo farci autoterapia e da usare come trattamento facendoli eseguire, l’effetto a livello di riequilibrio è molto profondo

  • Cosa conosco:
    Gli esercizi di Masunaga secondo la visione dei 5 elementi
  • Cosa saprò fare:
    Utilizzare gli stretching come trattamento di armonizzazione dell’energia per l’equilibrio psico-fisico per risolvere sintomi fisici ed emotivi.

+ Linguaggio del corpo

Percorso in BioPsicosomatica » Linguaggio del corpo

Docente: Naturopata Fabrizio Venturi

 

"I più invece, a quanto c’è dato vedere, sbagliano, perché si esercitano nell’arte di dire prima di essersi impratichiti in quella di ascoltare, pensano che per pronunciare un discorso ci sia bisogno di studio e di esercizio, ma che dall’ascolto, invece, possa trarre profitto anche chi vi si accosta in modo improvvisato." (Plutarco)

“Sii vago spesse volte nel tuo andare a spasso di vedere e considerare i siti e gli atti degli uomini nel parlare, nel contendere, nel ridere o nell’azzuffarsi insieme, che atti sieno in loro, e che atti facciano i circostanti, spartitori o veditori di esse cose”. (Leonardo Da Vinci)

Una buona relazione di aiuto naturopatico, non può certo fare a meno di una buona capacità, da parte dell’operatore, di un’ascolto empatico attivo. Empatia è un termine derivante dal greco e sta ad indicare la capacità di vedere il mondo attraverso gli occhi (occhi specchio dell’anima o psiche) di un’altra persona. Si potrebbe definire l’empatia come la capacità di comprendere l’espressività del mondo interiore altrui, evitando giudizi o forzature morali. La comunicazione empatica integrata, è una tecnica che porta a questo obiettivo grazie a due metodologie: la comprensione e l’ascolto attivo, basato sull’ascolto o osservazione del linguaggio verbale, paraverbale e corporeo. La comunicazione empatica integrata non è solo una delle componenti principali della relazione d’aiuto, ma si avvalora anche come modello relazionale in diversi ambiti di relazione, ad esempio nell’ambito delle relazioni sociali, sportive, di lavoro ecc.. Chi ha un buon equilibrio empatico, riesce a condividere il mondo interiore di un’interlocutore nelle emozioni, pensieri, stati d’animo, ecc., senza però farli propri, ma “facendosi attraversare”.

Quando la comunicazione empatica è attivata?

Nella comunicazione empatica integrata, oltre al valore “verbale” espresso attraverso le parole, viene preso in esame anche la comunicazione non verbale, che a sua volta comprende: le “inflessioni della voce”, la “sequenza”, il ”ritmo” e la “cadenza” delle stesse parole, la “prossemica e la postura” gesti e posizioni del corpo, la “cinesica” che osserva i movimenti del corpo, l’espressione del volto “mimica facciale”, e ogni altra espressione non verbale di cui l’individuo sia capace. Schematicamente, quando comunichiamo con una persona ci sono tre aree di comunicazione che vengono attivate, che possono essere elencate in: Linguaggio verbale, Linguaggio paraverbale e Linguaggio corporeo. Da studi effettuati in Psiconeurolinguistica si è evidenziato che la comunicazione umana ha come percentuale di “Trasmissione dati ” una media del:
7% nel linguaggio verbale, che sta ad evidenziare tutta l’espressione logica di ciò che viene espresso attraverso le parole.
38% nel linguaggio para-verbale, che sta ad evidenziare tutta l’espressione analogica di ciò che viene espresso attraverso le parole insieme al tono espressivo.
55% nel linguaggio non verbale e/o corporeo, che sta ad evidenziare tutta l’espressività corporea con ciò che viene espresso attraverso le parole, integrato al tono espressivo corporeo. E’ molto importante da parte dell’operatore naturopata, visto la quantità di stimoli relazionali che intercorrono durante la relazione di ascolto, di darsi e dare la possibilità di non dover aver capito o integrato tutto ciò che è utile ai fini della relazione di aiuto nel singolo incontro. Quest’ultima considerazione ha un’importanza rilevante, soprattutto quando una persona riporta dei disturbi di lungo periodo.

+ Patologia e Semiotica

Patologia e Semiotica

Docente: Dott.sa Federica Biolcati

 

La patologia è la branca della biologia che si occupa dello studio delle malattie. In questa scuola è un insegnamento utile per dare allo studente un piccolo strumento, una bussola che lo possa dirigere in maniera sommaria e che lo aiuti a riconoscere i sintomi più comuni, a familiarizzare con i termini medici più utilizzati e a delimitare l’ambito delle competenze del naturopata.

La classificazione di una piccola lista di malattie e disturbi abbastanza comuni presentati agli studenti, è originale e sintetizza in un unico schema le conoscenze fino ad allora apprese negli insegnamenti di embriologia e medicina cinese.

 

Area formativa ad indirizzo specifico

+ Rimedi naturali tradizionali

Rimedi naturali tradizionali

Docente: Ivana Piccoli

 

Rimedi naturali tradizionali

Il respiro, la postura, l'alimentazione sono fondamentali per il buon vivere. Quando c’è bisogno di un aiuto in più la prima cosa da utilizzare è quello che abbiamo in casa che ci può aiutare. Acqua, sale, olio, un panno tanto per cominciare e poi si può ricorrere alle spezie che ci sono; rosmarino, timo, salvia ecc…

Altre spezie non appartengono alla nostra cultura ma ormai sono di uso comune come la curcuma o lo zenzero. Con impacchi, frizioni e pediluvi si possono ottenere diversi risultati, per esempio sfiammare un’infiammazione o riscaldare una zona fredda e dolente. In questo modulo si sperimentano diversi rimedi per ogni elemento della Medicina cinese. Abbiamo quindi rimedi per il LEGNO, FUOCO,TERRA, METALLO E ACQUA

  • Cosa conosco:
    Rimedi naturali che appartengono alla nostra tradizione e a quella orientale divisi per i 5 elementi della medicina cinese
  • Cosa saprò fare:
    Utilizzare questi rimedi per curare con semplicità ed economia molti disturbi o sintomi fisici e fare prevenzione di molti sintomi

+ Shiatsu Biopsicosomatico

Shiatsu Biopsicosomatico

Docente: Ivana Piccoli

 

Shiatsu Biopsicosomatico

Lo Shiatsu è un trattamento energetico esercitato con la pressione delle dita ,della mano e dei gomiti e soprattutto del respiro,nasce in Giappone e unisce il massaggio tradizionale con i principi dall’antica medicina cinese. Alla base del suo studio ci sono quindi le teorie dei cinque elementi e dei meridiani energetici. Fondamentale è saper imprimere una pressione corretta. La correttezza della pressione si basa su tre principi; la perpendicolarità, la costanza e la concentrazione. La capacità di imprimere la pressione dipende dalla condizione dello shiatsuka che è quindi chiamato a lavorare continuamente sull’ armonia della propria condizione sia fisica che di cuore. Lo shiatsu è la pressione di una vita su un’altra vita. La pressione risveglia la nostra forza vitale. Corregge gli squilibri energetici che si creano in noi come risposta allo stress, ai traumi, alle emozioni represse, ad una alimentazione scorretta e anche all’influenza dei fattori climatici e ambientali. Quando non si interviene per ricreare armonia a lungo andare lo squilibrio degenera in malattia fisica o in turbe psichiche, quindi i sintomi che ci danno tanto fastidio sono da considerarsi invece preziosi campanelli d’allarme. Lo shiatsu non è però solo importante per correggere la disarmonia ma soprattutto per “nutrire la vita”, per dare stabilità al corpo al cuore e alla mente per sostenerci nel percorso della nostra evoluzione spirituale ed è importante quindi utilizzarlo a scopo preventivo.

Lo Shiatsu Biopsicosomatico è lo studio di tutta questa saggezza insieme alle conoscenze che vengono dagli studi sulla nostra risposta fisiologica allo stress. Il “sentito” che se non è integrato o risolto si trasforma in “conflitto”. Il conflitto viene somatizzato nell'organo o tessuto secondo il foglietto enbrionale da cui è generato che corrisponde all'area del cervello che "registra" quel "sentito" del nostro cuore. Siamo essere "integrati" cuore-cervello-corpo.

In questo nuovo e unico stile di shiatsu c è “il colloquio” con il cliente che è parte integrante della seduta perché il percorso di consapevolezza è l’unica possibilità per noi di risolvere veramente il disagio. La consapevolezza insieme al sostegno e stimolo del trattamento portano l’equilibrio e la risoluzione definitiva.

Non servono più cicli di trattamenti ripetuti nel tempo ma si arriva alla piena risoluzione in maniera veloce nella maggior parte dei casi. Lo shiatsu biopsicosomatico è il ponte fra oriente ed occidente

  • Cosa conosco:
    La teoria dei 5 elementi,la mappatura de i meridiani energetici nel corpo, meridiani yin e yang, le assi energetiche, la grande e piccola circolazione energetica, i meridiani straordinarie. Teoria e pratica di come si conduce il colloquio con il cliente. Conoscenza della origine embriologica degli organi , visceri e tessuti di ognuno dei 5 elementi energetici
  • Cosa saprò fare:
    trattamenti di respiro, per il riallineamento posturale, per lo sblocco delle articolazioni, per la salute di organi, visceri e di tutti i sistemi. Valutazione della condizione del cliente, sostenere il colloquio, trattamenti specifici secondo il “conflitto” e quindi relativo foglietto embrionale, trattamenti di riequilibrio del sistema nervoso e ormonale. Accompagnamento nel processo di riequilibrio step by step secondo i processi di compensazione biologica.

 

Area BioPsicosomatica

+ Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI)

Percorso in BioPsicosomatica » Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI)

Docente: Naturopata Fabrizio Venturi

 

Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) La Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) è il metodo che studia con metodiche
scientifiche il rapporto tra psiche, emozioni, sistema endocrino, sistema immunitario, stati di coscienza e le loro mediazioni chimiche, al fine di sviluppare la conoscenza dei collegamenti e dei sinergismi funzionali nella fisiologia umana. Sebbene la loro fusione in una sola parola (PNEI) può evidenziare l’esistenza di una connessione fra queste parti, in realtà, si tratta di una connessione che gran parte della nostra cultura considera ancora oggi inverosimile. Questa nuova disciplina cerca infatti di spiegare come una emozione possa determinare cambiamenti nel corpo fisico e come, viceversa, una alterata condizione organica possa determinare modificazioni a livello emotivo e quindi cerebrale.

E’ accertato , infatti, che ci sono collegamenti immediati tra i vari sistemi organici. Per molti di noi e senza dubbio per la maggior parte degli esponenti del mondo della medicina, accostare troppo la mente al corpo, significa mettere in dubbio la legittimità di una particolare malattia, insinuando che possa essere immaginaria, non reale, non scientifica. Se i contenuti psichici all’interno dello stato di salute o nello stato di malattia fisica sono visti con sospetto, l’idea che l’anima (traduzione letterale della parola psiche) possa contare qualcosa soprattutto nello stato di malattia, viene giudicata addirittura assurda.

D’altro canto, il dogma di corpo e psiche separati, fa parte di accordi fra poteri religiosi e poteri temporali. Alla fine del 600, l’allora scienziato René Descartes, ovvero Cartesio, filosofo e padre fondatore della medicina moderna, fu costretto ad accettare un accordo di competenze, con il papa, allo scopo di ottenere i cadaveri umani che gli servivano per la dissezione. Cartesio accettò di non occuparsi dell’anima (Psiche), della mente e delle emozioni, tutti aspetti dell’esperienza umana, che a quel tempo erano sotto l’esclusivo potere ecclesiale, a patto di poter rivendicare per sé il mondo del corpo fisico.

Purtroppo, attraverso tale patto si é sviluppato l’orientamento della scienza occidentale nei due secoli successivi, dividendo l’esperienza umana in due sfere distinte e separate, che non avrebbero mai dovuto sovrapporsi, creando i presupposti di squilibrio che caratterizza la scienza ufficiale cosi come la conosciamo oggi. Per fortuna o per naturale senso dell’evoluzione della vita, tutto questo ormai sta cambiando. Un numero sempre maggiore di ricercatori in ambito scientifico, riconosce che siamo nel pieno di un grande cambiamento di paradigma, che comporta ripercussioni enormi sul modo in cui si affronta il problema della salute e della malattia. L’era cartesiana, cosi come il pensiero filosofico occidentale dai tempi di Cartesio in poi, é stata dominata dalla metodologia riduzionista, che tenta di interpretare la realtà esaminandone i frammenti più minuti ed estrapolandone poi i dati per formulare congetture che abbracciano il tutto.

Attraverso questo processo di cambiamento, sempre di più si evidenzia il fatto che in sostanza tutte le malattie, anche quando non hanno una base psicosomatica, presentano senza dubbio una componente psicosomatica ben precisa, utile al fine di ricostruire gli eventi causali della malattia stessa per poterne fare un uso o percorso terapeutico adatto all’individuo stesso. Le recenti scoperte scientifiche hanno consentito di analizzare le basi molecolari delle emozioni, e cosi è stato possibile capire in che modo le molecole delle nostre emozioni sono connesse in modo integrato e spesso in modo inscindibile, alla fisiologia. E’ affascinante notare come molti proverbi o un detto popolare, molto spesso possono essere il contenitore metaforico, di una realtà che oggi può esser letta anche in chiave scientifica; ma non solo, molto spesso, ai detti e ai proverbi, seguivano dei trattamenti o dei rituali che spesso risultavano utili per la guarigione del “male”. La possibilità che ci si possa ammalare per qualche dispiacere, oppure che l'amore o una gioia profonda possano guarirci da malanni, anche questo fa parte del sapere comune.

Fortunatamente si sta diffondendo questo nuovo approccio scientifico, che cerca di collegare in un tutt'uno funzionale, le varie parti studiate sin nelle più piccole espressioni vitali quali possono essere atomi, molecole, tessuti, organi, funzioni ecc. ecc.. In realtà, c’è sempre stato chi ha cercato, anche nel passato, di leggere lo stato di salute o malattia in modo integrato; per citare alcuni fra i più recenti e/o più noti: S. Haneman fondatore dell’omeopatia H.H. Rekeweg fondatore dell’omotossicologia, R. Ader primi approcci psicosomatici applicati a malattie considerate esclusivamente organiche, H.Selye scopritore della sindrome da disadattamento, G. Hamer fondatore della medicina “nuova medicina germanica”, ecc...

+ BioPsicosomatica

Percorso in BioPsicosomatica » BioPsicosomatica

Docente: Naturopata Fabrizio Venturi

 

Il percorso in “Biopsicosomatica”, è un percorso formativo utile ai fini di conoscere il linguaggio dei vari sintomi o dei vari stati di disagio, connessi con lo stato psicosomatico o somatopsichico individuale. Il metodo “Biopsicosomatico”, è utile nel poter valutare se ci sia o meno consapevolezza di ciò che provoca lo stato di stress, in che fase di soluzione o meno ci stiamo trovando, quale sia la causa principale dello stato di stress, se ci sentiamo o meno effettivamente in grado di risolvere i conflitti con cui sto reiterando lo stato di stress. La “Biopsicosomatica” prevede conoscenze in ambito P.N.E.I., Epigenetica, Semiotica e la conoscenza del percorso emozione-cervello-organo dei conflitti psichici che viviamo ogni giorno e che ci attivano una risposta biologica, o sintomo, molto precisa secondo quale area del cervello stimolano”. Tale approccio, offre la possibilità di instaurare un buon rapporto di relazione di aiuto naturopatico, in quanto il percepire e riconoscere le problematiche che sono alla base dello stato di stress, permette il poter trovare strategie e modalità di stile di vita migliorative, ai fini il poter trovare un nuovo equilibrio evolutivo.

  • Cosa conosco:
    Alla fine di tale percorso, avrò la conscenza del linguaggio del corpo in relazione ai sintomi espressi.
  • Cosa saprò fare:
    Aiutare i soggetti presi in esame, a prendere coscienza delle proprie priorità nel percorso di riequilibrio/guarigione.

+ Epigenetica: L'epigenetica nella gravidanza, nel parto e nel primo anno di vita

Percorso in BioPsicosomatica » Epigenetica

Docente: Naturopata Fabrizio Venturi

 

Epigenetica A partire dal periodo successivo della codificazione del DNA umano, l’EPIGENETICA ha permesso di poter dimostrare ed evidenziare, come le influenze o informazioni che arrivano alle cellule del nostro corpo attraverso i mediatori biochimici prodotti dal nostro stesso organismo (ormoni, neurotrasmettitori, enzimi, ecc.) ed il sistema nervoso, possano cambiare il funzionamento del nostro DNA sia nel bene che nel male dei nostri equilibri. In sintesi, sino a poco tempo fa il paradigma generale, imponeva l’idea che il nostro destino era scritto nel nostro DNA sin dal concepimento con nessuna possibilità di cambiamento, ad eccezione di situazioni dove il DNA poteva essere deteriorato da stimoli che lo disturbavano direttamente (Radiazioni ionizzanti, Sostanze tossiche, ecc.). Sempre di più si stanno evidenziando prove dove, una valenza molto rilevante del funzionamento del nostro sistema immunitario, risenta molto efficacemente dello stato emozionale individuale. Oggi è possibile dire che l’epigenetica riesce a individuare i fenomeni per cui l’espressione genica possa sviluppare comportamenti anche ereditabili, senza peraltro avere modificato il DNA (Sweatt, Meaney, Nestler, Akbarian, 2013, cap. 1). Tra l’altro i cambiamenti epigenetici possono far cambiare il funzionamento di cellule che non si replicano, che cioè non si dividono, come per esempio i neuroni e i linfociti maturi. L’epigenetica, quindi, più in generale indica un determinato assetto dell’espressione genica che condiziona l’insieme delle attività della cellula in risposta agli stimoli ambientali. Si tratta, cioè, di un cambiamento adattativo. Per esempio, i neuroni usano meccanismi epigenetici per l’apprendimento, per la memoria, quindi per attività fisiologiche, ma il cervello può ricevere una “segnatura” epigenetica anche in condizioni patologiche, come nel caso di un disturbo mentale (depressione o altro). Questo tipo di segnatura, legata allo stato di salute di un organismo, può essere reversibile, a differenza della segnatura che interviene nella formazione dell’organismo (ontogenesi), che è caratterizzato da cellule che, per forma e funzioni, sono molto diverse tra loro, pur provenendo tutte dallo stesso patrimonio genetico costituito dall’ovulo fecondato (zigote).

Come è possibile, che da una unica cellula, dotata di un unico patrimonio genetico, possa sorgere tutta la diversità interna che troviamo in un organismo? Il mistero è spiegabile con la segnatura epigenetica permanente, che, senza cambiare i geni di quella cellula, che diventerà un neurone, o dell’altra, che diventerà un epatocita o una cellula cutanea, ne modula l’espressione per funzioni di specializzazione adattive alla complessità permanente dell’organismo nel suo equilibrio funzionale. Ci sono alcune osservazioni di cui tener conto per poter capire al meglio il linguaggio epigenetico:

  • La vita cellulare continua ad esistere anche se da una cellula viene tolto il DNA.
  • La vita cellulare si interrompe velocemente se viene a distrutta la membrana cellulare.
  • La vita cellulare si interrompe velocemente se vengono spenti i mitocondri.
  • Per differenziare le cellule c’è bisogno di un ambiente di coltura che stimoli la cellula stessa a specializzarsi nelle sue funzioni.

(1)
La vita cellulare continua ad esistere anche se da una cellula viene tolto il DNA.

Da esperimenti effettuati, l’enucleazione del Dna con i suoi 46 cromosomi dalla cellula, non porta alla morte della cellula stessa, ne tantomeno alla perdita delle funzioni di assorbimento ed escrezione; ma ciò che sicuramente cambierà è la possibilità di riproduzione della cellula stessa. Facendo un raffronto analogico fra le funzioni del DNA e l’organismo complesso, il DNA rappresenterebbe l’apparato riproduttivo nell’essere umano.

(2)
La vita cellulare si interrompe velocemente se viene distrutta la membrana cellulare.

La membrana cellulare con i suoi circa centomila recettori di membrana, può essere paragonata al sistema di elaborazione delle funzioni cellulari. Questo è dovuto essenzialmente alla capacità delle proteine, di cui sono costituiti i recettori, di modificare la propria forma con il contatto di segnalibioelettrochimici e quindi rendere permiabile o meno la membrana cellulare stessa alle sostanze exstracellulari. La membrana cellulare, sempre attraverso i suoi recettori seleziona al meglio alcune sostanze piuttosto che altre al fine di assicurare la stabilità e l’integrità del citoplasma. Altra qualità propria della membrana è quella di saper regolare, per via catalitica,molte funzioni vitali in quanto soprattutto a livello intracellulare, i recettori sono continuamente contattati da enzimi. Inoltre i legami delle proteine di membrana con il citoscheletro permettono di mantenere la forma più opportuna delle cellule.

(3)
La vita cellulare si interrompe velocemente se vengono spenti i mitocondri.

I mitocondri sono l’apparato da cui la cellula produce energia (ATP) per tutte le funzioni vitali. Oltre a produrre energia il mitocondrio, attraverso i suoi ribosomi rilascia proteine che andranno insieme all’RNA a fungere da trasportatori di informazioni all’interno della cellula fra la membrana cellulare ed il nucleo della cellula. Il mitocondrio, è l’unica struttura presente nell’organismo con un DNA diverso da quello somatico nucleare; infatti il DNA mitocondriale è interamente composto nei due alleli dal DNA materno. Quindi si può ipotizzare che il DNA mitocondriale sia la memoria di come si può produrre energia e che fine possa avere. Recentemente è stato scoperto un battere marino denominato “Clade Sar 11”, che pare sia l’antenato di tutti i mitocondri.

(4)
Per differenziare le cellule c’è bisogno di un ambiente di coltura che stimoli la cellula a specializzarsi nelle sue funzioni.

Sino a non molto tempo fa, il pensiero dominante su come certe funzioni dell’organismo umano si strutturassero, era basato sul paradigma che le cellule e conseguentemente i tessuti che compongono un’organismo eucariote, avessero un suo destino a partire dal tipo di DNA di cui fosse costituito. Ma da quando alla fine della codificazione del DNA, i ricercatori si sono accorti che le proteine di cui è costituito l’organismo umano (Più di 150.000) fossero molte di più di quanto i geni del DNA potessero produrre (Circa 23.000).